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Farina Linea Famiglia
Dalla macinazione del grano tenero si ottiene una resa in farina che
oscilla tra il 70 e l'82%; il rimanente 18-30% è costituito
da cruschello, farinaccio, granito, e crusca per uso zootecnico. La
percentuale di farina estratta dal chicco dipende, oltre che dal tipo
di grano, anche dai parametri chimico fisici impostati durante la
macinazione. I molini moderni sono ormai automatizzati le aziende
Leaders del settore sono OCRIM (Italia) e Buhler (Svizzera).
Il processo di macinazione del grano tenero inizia con la bagnatura
del grano, che se ha un valore W (la cosiddetta "forza della
farina", si veda il resto della voce) uguale o minore di 300
consiste nel portare l'umidità del chicco a 15,5% per 24
ore, mentre se il W ha valore maggiore a 300 a 16,5% per un massimo
di 48 ore. Successivamente il frumento viene indirizzato nei molini
che iniziano a spogliare il chicco della parte esterna, che mediante
sistemi pneumatici viene depositata in appositi silos. Il risultato
finale sarà una farina con caratteristiche fisiche conformi
alla lavorazione attesa. I prodotti di scarto come il cruschello,
la crusca e il farinaccio possono essere usati per scopi zootecnici
se non trattati secondo i termini di legge, altrimenti per scopo
umano.
Le farine derivate da basse estrazioni (abburattamento del 70-75%)
provengono principalmente dalla parte centrale del chicco e si contraddistinguono
ad occhio nudo per la loro purezza e candore; sono denominate in
Italia farina tipo 00. Al contrario, una farina ad alto tasso di
estrazione (circa 80%) sarà meno chiara in quanto contiene
anche la farina proveniente dalla parte esterna del chicco (strato
aleuronico); in relazione al contenuto in ceneri (minerali) possono
essere denominate farina tipo 0, tipo 1 o tipo 2. Quando la percentuale
di estrazione giunge al 100% si ottiene la cosiddetta farina integrale,
cioè uno sfarinato comprensivo anche di crusca.
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